Il birdwatching

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Le specie ed i periodi per il birdwatching

Le opportunità di osservazioni sono amplissime ma è molto importante il periodo di visita. Purtroppo è molto difficile individuare schematicamente il periodo migliore di visita all’area a priori, perché molto dipende dalla piovosità, dal livello delle acque, dalle condizioni climatiche che possono variare di molto da anno in anno.

In Primavera

In primavera un periodo che ha spesso dato parecchie soddisfazioni è stato il mese di marzo, anche se più per la qualità che la quantità. Ancora presto per i migratori palustri marzo è assai indicato per i passeriformi. Star assoluta il Culbianco isabellino anche se con presenza assai variabile di anno in anno. Il punto migliore per osservarlo è certamente Punta Raganzino e tutta la fascia costiera che arriva sino a Marina di Modica (Punta Regilione in particolare). Il periodo certamente marzo con i maggiori picchi nella seconda decade del mese. Raro in aprile. Con molta fortuna altri accidentali possibili la Monachella del deserto (osservata a punta Raganzino nel marzo 1995), la Silvia di Rüppell tra i cespugli. Per i classici passeriformi migratori come Sterpazzole, Sterpazzoline, Monachelle bisogna attendere aprile e il mese di maggio per Canapini, Balie nere e dal collare, e infine il mese di maggio per Luì verdi e grossi. La macchia mediterranea o qualche mandorleto costiero taluni giorni divengono ricettacolo di decine di questi volatili. Per i passeriformi è comunque sicuramente consigliabile la primavera all’autunno.

Probabilmente saranno gli acquatici però ad attrarre maggiormente i visitatori. Per questi però vi è una variabile difficilmente controllabile dall’uomo: il livello dell’acqua. In primavera il rischio è di acqua troppo alta, almeno per i limicoli che, altrimenti cominciano ad essere numerosi già dalla seconda metà di aprile: Cavalieri d’Italia, Pantane, Pettegole, Totani mori, Gambecchi, Piro piro boscherecci, Piovanelli, Fratini, Corrieri piccoli e grossi i più numerosi, ma anche chiurli (i piccoli prevalentemente sulla costa), Pittime reali, Voltapietre, ecc. Regolari e facilmente osservabili anche Albastrelli e Gambecchi nani. Tra i gabbiani e le sterne sono numerosi Gabbiani comuni, Gabbianelli, Fraticelli, Mignattini, Mignattini alibianche e facilmente osservabili anche Mignattini piombati e Sterne zampenere. Rari ma non rarissimi la Sterna maggiore ed il Gabbiano roseo, che sono più comuni in autunno ma abbastanza frequenti anche se non numerosi in primavera.

Tra i grandi trampolieri, oltre ad Aironi cenerini e Garzette, osservabili tutti gli altri ardeidi ed anche Spatole, Mignattai e Fenicotteri. Questi ultimi hanno ormai costituito a Vendicari una nutrita e stabile colonia con primi tentativi di nidificazione.

Tra gli anatidi sono assai numerose le Marzaiole. Facili da vedere anche le Morette tabaccate irregolarmente nidificanti a Cuba.

Regolarmente osservate nel periodo aprile maggio anche Pernici di mare e Ghiandaie marine.

Tra i rapaci l’assoluto sovrano è il Falco di palude. Frequenti in palude anche le Albanelle minori e con un po’ di fortuna anche l’Albanella pallida. Non rarissimo ma neppure facile da osservare il Falco pescatore. Tra i falconidi Falco cuculo e Lodolaio non sono osservazioni improbabili.

In Estate

L’estate invece offre davvero poco a meno di accontentarsi soltanto di qualche refrigerante bagno. Poche le specie nidificanti con regolarità: Cavaliere d’Italia, Fratino, Fraticello. Da qualche anno le Volpoche hanno cominciato a riprodursi con qualche coppia in maniera stabile.

In Autunno

L’autunno, invece, torna ad esser carico di nuovi arrivi. Anche in autunno però tutto dipenderà dal livello dell’acqua. Negli anni più secchi, infatti, già dal mese di luglio i pantani sono in condizioni di massima secca.

I primi segnali migratori si possono notare già dal mese di luglio per protrarsi finché l’acqua dura. Negli anni meno secchi assolutamente spettacolare il mese di agosto e settembre (per settembre, almeno per Longarini e Cuba molto dipende dal fatto che la caccia sia chiusa).

Veri e propri tappeti di limicoli e gabbiani con assembramenti di migliaia di esemplari. A Longarini e Cuba, in uno stesso giorno, sono stati contati sino a 300 Gabbiani rosei assieme, 150 Albastrelli, 500 Cavalieri d’Italia senza, ovviamente, voler considerare le migliaia di altre specie presenti. Tra le chicche autunnali si cita anche la Pittima minore, rara ma regolare, o vere rarità come il Gambecchio frullino, la Garzetta gulare e l’Anatra marmorizzata (osservate entrambe nell’agosto del 1997). Più cospicua che in primavera, poi, la presenza di Sterne maggiori osservabili con una certa regolarità ed anche con contingenti di diverse unità assieme (anche più di dieci).

Frequenti le Spatole e qualche Mignattaio. Osservate anche Cicogne bianche (nell’agosto 1994 con ca. 40 esemplari assieme) e Cicogne nere (queste però quasi esclusivamente ad ottobre).

La seconda metà del mese di settembre è poi davvero spettacolare per i rapaci. Contrariamente alla primavera in autunno sono decisamente più concentrati e numerosi.

Prevalenti i Falchi di palude ed i Pecchiaioli ma molto numerose anche le Albanelle minori. Con molta fortuna potrebbe anche venir fuori la rarità. A Longarini in ottobre è riportata l’osservazione di un’Aquila anatraia minore.

In Inverno

L’inverno da ultimo merita di essere citato per le anatre anche se probabilmente non è la migliore stagione di visita. Tutti gli anatidi europei classici vi svernano con regolarità. A Vendicari particolarmente significativo lo svernamento delle Volpoche (ma molto irregolare nei quantitativi). Le più numerose comunque certamente Moriglioni e Fischioni. Pochi i limicoli svernanti.

Una citazione a parte la meritano invece i gabbiani. Già dal mese di settembre, infatti, numerosi si affollano per lo più sulle fasce costiere. Solo il Gabbiano roseo appare legato in maniera quasi esclusiva alle acque salmastre dei pantani.

L’autunno inverno è forse il mese migliore per i Gabbiani reali con il michahellis di certo, ma probabilmente con la presenza regolare anche del cachinnans. Facile da trovare anche il Gabbiano corso. Il punto migliore di osservazione è la spiaggia del Maganuco. Annualmente presente soprattutto in ottobre con concentrazioni anche di trenta – quaranta unità contemporaneamente. In autunno inverno divengono molto numerosi anche i Gabbiani corallini, gli Zafferani (assai comuni in questa parte della Sicilia) ed i Beccapesci.

Proprio al Maganuco tra i gabbiani mi è anche capitato di trovare due volte la Sterna maggiore ed una volta persino uno Stercorario mezzano. Facile, soprattutto in autunno, anche la Beccaccia di mare ed in autunno – inverno il Piovanello tridattilo sulla battigia. Per la cronaca vi dico che sulla spiaggia del Maganuco, nel periodo invernale, il sottoscritto ha anche osservato il primo Gabbiano sghignazzante italiano (1996).

Per gabbiani e sterne anche la spiaggia della Marza può dare qualche buona osservazione. Segnalo il carattere assolutamente accidentale di osservazioni di Gavina (prevalentemente inverno) e Sterna comune (prevalentemente tarda primavera).

di Valerio Cappello

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